BARTENDING E FREESTYLE –
parte I
Autore Miki Graziano (Novembre
2002) scritto per gli amici di www.jugglingmagazine.it
MG Glass - American Bartending
Equipment
Lo stile
I bartenders sono una categoria
di barman, specialisti nello show, che usano la tecnica americana “BARTENDING”.
Si fondono in questa tecnica psicologia di vendita (accoglienza -
intrattenimento della clientela) e velocità di esecuzione (organizzazione - tecniche di lavoro).
Il bartender funge da
catalizzatore: mette a proprio agio il cliente, lo rende partecipe, facilita le
amicizie tra il pubblico in una atmosfera particolarmente allegra. Gli
interventi e le “cure” sui clienti danno come risultati grossi incrementi di
consumazioni, nuova clientela e prestigio al locale. Merito di questi risultati
è dovuto in gran parte allo stile “FLAIR”
del BARTENDING. Qualsiasi bartender che oggi tiene due o più bottiglie in
una sola mano attua il “Flair” (in inglese letteralmente “fiuto, attitudine,
inventiva”). Flair è semplicemente efficienza, resa del movimento con un
pizzico di estro. E’ la maniera in cui, ad esempio, si costruiscono i cocktail utilizzando versaggi
multipli o contemporanei, invertendo prese e lanci, movimenti aggraziati o
marziali, lanciando o afferrando oggetti davanti o dietro la schiena, secondo
l’esigenza, il momento o altri fattori. Il Flair a sua volta si divide in
Working Flair e Exhibition Flair. Il Working Flair è caratterizzato da
movimenti che possono essere sia rapidi che morbidi, comunque realizzati senza
gravare sui tempi di servizio al cliente. Praticato per lo più con un
bicchiere, una bottiglia, un cono Boston, una guarnizione, occasionalmente con
due bottiglie, è finalizzato alla
composizione dei drink. Dondolando o giocherellando con una bottiglia vuota,
non si fa Working Flair. L’Exhibition Flair è invece finalizzato a scopi di
intrattenimento o di competizione e spesso diventa elemento distintivo di
locali, di campagne pubblicitarie, di promozioni liquori, di varie fiere o
dimostrazioni. Oltre a richiedere materiale scenico (copricapo, berretti,
maschere, indumenti, accendini speciali, articoli carnevaleschi ecc…) l’
Exhibition Flair richiede una preparazione e materiali speciali. Spesso si
utilizzano contemporaneamente 2,3,4,5 bottiglie e poi coni shaker d’acciaio,
pinze, pestelli, bicchieri di frullatore, cubetti di ghiaccio, frutta varia,
cannucce, tovagliolini, bicchieri, insomma tutto quello che può girare e volare
per aria, ma soprattutto attrezzi di lavoro o ferri del mestiere. Ogni
bartender che si rispetti ha un set-up di bottiglie particolari e bilanciate
(bottiglie vuote, bottiglie d’allenamento di plastica dura “Flair Bottles”,
tutto materiale che ormai si può reperire anche in Italia) e il suo carnet di
trucchi, movimenti ( Juggle Behind, Roll, Roll and Turn, Back Hand, Pull Back,
Pull Back and Turn, Pull Shoulder, Turn Circle and Wave, Hand to Hand etc,
etc), piccole magie e scenette di routine. Benché non molto accettati in
Europa, tricks presi a prestito dal juggling sono invece molto usati
nell’Exhibition Flair in Nord America.
Contrariamente a quanto pensa la
gente, il Flair esiste almeno da 150 anni! Il leggendario “Professore” Jerry
Thomas mise a punto il “Flair” a metà del 1800 quando realizzò il suo famoso
“Blue Blazer”, versando scotch infiammato e acqua da un tazzone all’altro in
una lunga scia infuocata. In tempi più recenti Mike Werner vide nel 1975 un
ragazzotto servire drinks in un bar della Florida in maniera particolarmente
veloce e simpatica. Gli sovvenne l’idea di rimarcare quello stile in maniera più accattivante, per esaltare il
ciclo di preparazione e servizio dei drink. Mike frequentò ancora un po’ quel
locale fino a perfezionare per proprio conto vari movimenti standard “flair” ,
catalogandoli e concatenandoli diversamente l’un l’altro, per meravigliare i
presenti miscelando drink e cocktail nel bar in cui lavorava. In quel periodo
le aziende del beverage e produttrici di alcolici erano crisi negli Stati Uniti, per il calo dei
consumi e non potevano risollevarsi con la pubblicità, vietata per legge.
Sia aziende che varie persone
legate al business del beverage e della ristorazione, rivolsero la propria
attenzione al bar di Tampa (Florida) gestito da Mike, diventato famoso in breve
tempo. Il locale divenne, così, una scuola di formazione bartenders per la
catena dei bar e ristoranti T.G.I.
FRIDAY’S , negli Stati Uniti e in Europa: Mike girò per il mondo in 53
sedi del T.G.I. Friday’s e del Dalt’s! Nel frattempo anche il film “Cocktail”
(1988), con Tom Cruise nel ruolo di un giovane pieno di ambizioni che come
bartender diventava una vera e propria star della vita notturna dei locali
dell'Upper East Side, fece da cassa di risonanza. In breve tempo molti barman o
aspiranti bartender iniziarono a imitare Tom Cruise.
Mike Werner, divenuto intanto
“Magic Mike”, entrò in società con James Michael Patrick Skeadas, e nel 1991
fondarono gli ShowTenders, Inc., passando da un’esigenza di training per
clienti aziendali ad una scuola per bartenders aperta a tutti. Nella loro
scuola ad Orlando (Florida) si insegnavano le tecniche corrette di costruzione
dei drinks, il dosaggio, la velocità, i giochi di abilità e di intrattenimento.
Nella stessa scuola scaturivano nuove idee, movimenti “flair”, trucchi, nuovi
miscelati, nuove guarnizioni, cocktail, etc, con un interscambio che non aveva
più frontiere. Con il proposito di servire ottimi drink e rendere di buon umore
la clientela, scaturirono dalla scuola ricette, strutture, metodi innovativi
tali da rivoluzionare e incrementare l’industria del bere; i locali fecero
tendenza, moda e cominciarono a svilupparsi ovunque.
Paulo Jorge Bentes Ramos, pluridecorato
bartender dall’esperienza internazionale e giramondo infaticabile, era senza
dubbio uno spirito libero. Nel suo camper trovava sempre posto una tavola da
surf, insieme ad una bancalina bar lunghissima, smontabile, in legno e casse di
bottiglie, attrezzi da bar, abiti e travestimenti, trick, etc. Di giorno sole e
mare, mentre di sera si trasformava come un istrione (da ufficiale russo a
pompiere di Manhattan) per strabiliare il pubblico e titolari di locali, con
bicchierini shot glass che cozzavano in file lunghissime, o a servire miscelati
su piramidi di tumbler, cubetti di ghiaccio o fettine di limone prese al volo
con le pinzette, coni tin shaker che roteavano sul palmo della mano, dietro la
schiena, ciliegine lanciate in aria e infilzate al volo con lo stuzzicadenti in
bocca! In una delle serate di esibizione con il suo amico-allievo Alex Cardozo
in Spagna incontrò Marco Ranocchia che, affascinato da quelle esibizioni, lo
invitò in Italia per uno show in una fiera di moda a Bastia Umbra. Dopo una successiva
tournee in Spagna, Ramos e Cardozo ritornarono ad esibirsi con successo in
varie regioni d’Italia;ma Paulo Ramos aveva in tasca un progetto: sviluppare
Bartending e Flair Bartending in Italia. Paulo ricontattò perciò Ranocchia
per proporgli una società per costruire innanzitutto i “moduli bar station”
adatti a questo stile. La cosa si concretizzò dapprima con la società Ital
Project, per poi passare alla società Planet One per un sviluppo più organico e
ampio del Bartending in Italia. Ramos ebbe come allievi Fabio Milani, Mussye
Tesfamarian, Lorenzo Bianchi, Marco Sumerano, Paolo Magnoni, Sasha IvanKovic,
Luca Bordon e tanti altri che poi avrebbero fatto strada…Dopo qualche anno fece
altrettanto un altro pioniere del Bartending l’americano Corey Campbell,
tuttora colonna portante della Planet One, sfornando bartender, trainer e
collaboratori, tra cui Alex Bassetto, Johnny Gabriele, Luciano Nasutti, Simone
Spini, Danilo Pinpinicchio, ed altri (mi spiace non poterli nominare tutti..)
che a loro volta hanno generato scuole di formazione, così oggi l’ Italia quasi pullula di bartenders o
pseudobartenders, di campioni del mondo(?!), di contest, gare, esibizioni… c’è
di tutto, anche chi schizza liquore in volteggi e capriole, chi rovescia
qualche bicchiere addosso ad un cliente, chi dà alle fiamme qualche tendaggio,
ma lasciamo che tutti si facciano un po’ d’esperienza…
Miki Graziano
MG GLASS
simpatici videoclip si trovano
su:
www.extremebartending.com/vidtop
oppure nei link di
www.mgglass.it